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Evento

STORIE DIMENTICATE. FOLLIA E CURA NELL'ANTICO MANICOMIO DI ASTINO

Luogo Monastero di Astino
Data sabato, 19 maggio 2018
Orario 18:30
Ingresso gratuito

Dal 19 maggio al 30 settembre 2018

La mostra offre una prima ricostruzione sulla destinazione ottocentesca del monastero di Astino a manicomio cittadino. Di questo periodo (dal 1832 al 1892) restano ancora testimonianze storiche e tracce visibili nel monumento, come scritte, disegni dei malati, ganci sui muri, vasche per la balneoterapia che parlano di storie di sofferenza e speranza. Seguendo il percorso espositivo, volutamente allestito negli spazi che un tempo risuonavano dei lamenti dei folli, si riprende contatto con una realtà oggi dimenticata ma vivissima nella Bergamo del tempo, raccontata attraverso le storie non solo dei luminari della scienza medica, che vi attuarono importanti novità, ma anche e soprattutto dei tanti malati, che vi furono internati e che con le loro sofferenze e speranze offrono uno spaccato inedito ed emozionante in cui specchiarsi.


La mostra "Storie dimenticate. Follia e cura nell’antico manicomio di Astino" si colloca nell’ambito della rassegna Il monastero restituito all’interno del Complesso monumentale di Astino, a pochi minuti dal cuore di Bergamo Alta, con un nuovo approfondimento incentrato su una selezione di documenti, progetti architettonici, antichi libri e cartelle cliniche, riferibili al periodo in cui il monastero fu sede del manicomio cittadino. La mostra, curata dalla storica dell’arte Alessandra Civai con Lisa Fracassetti e realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Bergamo, l’ASST Papa Giovanni XXIII e la Biblioteca Civica A. Mai e Archivi storici comunali, rimarrà aperta dal 19 maggio fino al 30 settembre negli orari sotto specificati. I documenti, i progetti architettonici, i libri e le cartelle cliniche in mostra sono stati prestati da biblioteche e archivi cittadini. A margine della mostra partirà dal 27 maggio e proseguirà fino all’8 settembre il ciclo di conversazioni a tema Astino Incontri, sui temi della mostra e del percorso culturale di Astino con esperti, workshop, performance ed esibizioni musicali dal vivo.

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Dopo la soppressione napoleonica e l’abbandono dei monaci vallombrosani, all’inizio dell’Ottocento il monastero di Astino fu scelto come nuova sede del manicomio cittadino, ritornando così ad essere un luogo dove convergevano l’interesse e l’attenzione dei cittadini. La mostra è stata progettata e curata da Alessandra Civai con Lisa Fracassetti per la Fondazione MIA, Socio unico della Valle d’Astino S.r.l. proprietaria dell’immobile e del fondo agricolo circostante. Scopo dell’iniziativa è di riportare all’attenzione del pubblico un’importante fase storica dell’edificio e offrire un’occasione di approfondimento, frutto di un’accurata indagine storica. Perché fu scelto l’ex monastero di Astino come nuova destinazione del manicomio cittadino? Perché viene considerato il “primo ospedale psichiatrico di Bergamo”? Quali furono gli importanti cambiamenti portati rispetto alla Casa de’ Pazzi della Maddalena? Come vivevano e come erano curati i folli nella nuova struttura? La mostra vuole dare risposte a questi interrogativi, valorizzando le testimonianze ancora presenti nel monastero e mostrando progetti architettonici, cartelle cliniche, antichi libri e documenti prestati da archivi e biblioteche di Bergamo, quali la Biblioteca Civica A. Mai e Archivi storici comunali, l’Archivio di Stato di Bergamo e l’Archivio Storico dell’Ex Ospedale Psichiatrico. Si verrà così a sapere quali furono i medici lungimiranti e preparati che a Bergamo tentarono di umanizzare il trattamento dei malati su modello della “cura morale” applicata dall’alienista francese Philippe Pinel, che a Parigi “spezzò le catene” ai folli, quali modifiche subì il monastero per accogliere i malati, come trascorrevano le giornate i folli, quali erano i nuovi criteri di attenzione al malato e soprattutto quali erano le storie di questi uomini e di queste donne. A complemento della mostra e del percorso monumentale, che negli ultimi anni è stato predisposto nel monastero anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, dal 27 maggio all’8 settembre si svilupperà un ciclo d’incontri in cui esperti, docenti universitari e responsabili di istituzioni culturali affronteranno temi inerenti al monastero, molti dei quali saranno accompagnati da workshop e esibizioni dal vivo in tema, per diversificare le modalità di comunicazione e stimolare la partecipazione del pubblico.

Il complesso monumentale di Astino con la valle circostante è uno dei ‘paesaggi culturali’ più interessanti di Bergamo e provincia. Dopo la prima importante fase di restauro dell’immobile e il ripristino del fondo agricolo messi a punto per Expo 2015, Astino è stata visitata da un grande flusso di pubblico, a cui ora si propongono nuove esposizioni di taglio scientifico che accompagnino alla conoscenza di alcuni temi culturali della civiltà monastica. «L’obiettivo– afferma il presidente di Fondazione MIA, Fabio Bombardieri- è quello che il monastero torni a essere un fulcro intorno al quale cresce una comunità, dove riemerge la memoria, dove si viene per conoscere il proprio passato e si trova consapevolezza e motivi di crescita per il futuro». Pertanto «La mostra “Storie dimenticate. Follia e cura nell’antico Manicomio di Astino” – dice la curatrice Alessandra Civai – ha l’obiettivo di continuare la valorizzazione culturale del luogo mantenendo sempre saldo il legame con il pubblico, che sa di poter trovare ad Astino non solo una meta di straordinaria bellezza ma anche tante sollecitazioni per la mente e lo spirito. Continuando su questa linea il monastero potrà diventare un’effettiva risorsa per lo sviluppo della comunità locale e non.»


Tutta la pannellistica della mostra e del percorso monumentale è bilingue.


ORARI DELLA MOSTRA

maggio e settembre: giovedì-venerdì, ore 17.00-20.00;

sabato-domenica, ore 10.30-20.00

giugno, luglio, agosto: martedì-domenica, ore 10,30-20,00

lunedì chiuso


Didascalie immagini allegate:

1.Pietro Ronzoni, Veduta ideale da sud del monastero di Astino con il progettato “Ospitale dei pazzi agiati” nella versione originale, 1833. Olio su tela. Bergamo, Comune di Bergamo (foto Giulio Bassi).

2.Vasche da bagno provenienti dalla “Stanza dei bagni” del manicomio, sec. XIX. Complesso Monumentale di Astino, chiostro

3.Maniaca furente; illustrazione tratta da Jean Étienne Dominique Esquirol, Della alienazione mentale o Della pazzia in genere e in ispecie … versione di Luigi Calvetti, Milano, Rusconi, 1827-1829. Biblioteca Civica A. Mai e Archivi storici, Bergamo.

4.Ganci per legare i “maniaci furiosi”. Complesso monumentale di Astino, Refettorio.

5.Immagine-simbolo della mostra, tratta da The Phrenological Journal and Science of Healt, vol. 59, novembre 1874.


SCHEDA TECNICA:

Mostra a cura di Alessandra Civai con Lisa Fracassetti

Progetto grafico: Studio Russo di Giovanna Russo

Fotografie: Giulio Bassi

Elaborazioni tridimensionali: Domenico Egizi, Alberto Rocchetti

Traduzioni: David Ginsborg

Allestimenti: Manzoni & Manzoni s.r.l.


Crediti fotografici: Archivio di Stato di Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai e Archivi storici comunali – Bergamo, Comune di Bergamo.



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