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Premio del paesaggio

Candidatura Premio Europeo del Paesaggio 2020

Il progetto riguarda il paesaggio della valle e del monastero di Astino, a Bergamo. Il progetto, avviato nel 2007 dalla Fondazione MIA di Bergamo e perfezionato nel 2017 con il varo di un accordo di programma (ALL.), ha coinvolto numerose istituzioni nella pianificazione del paesaggio di Astino, frutto di un’interazione millenaria tra uomo e natura: il progetto, facendo rivivere il monastero nel cuore della valle grazie alle attività educative e culturali legate al paesaggio e all’alimentazione all’interno del complesso, ripristinando le colture tradizionali sui fondi agricoli e tutelando la conservazione della biodiversità nelle aree boschive, agisce su più livelli per riaffermare tale interazione sostenibile.

Il progetto

Oggetto del progetto è l’ambizioso recupero del monastero di Astino e del suo paesaggio iniziato nel 2007. In quell’anno, infatti, è avvenuta l’acquisizione dell’edificio e dei suoi annessi agricoli da parte della Fondazione Congregazione Misericordia Maggiore di Bergamo, che, stringendo una rete di collaborazioni con le istituzioni pubbliche e con aziende agricole e cooperative ha condotto il restauro del complesso e il recupero paesaggistico del patrimonio terriero della valle all’insegna della biodiversità e delle coltivazioni biologiche. Il progetto ha preso in considerazione l’impiego delle figure svantaggiate e il coinvolgimento della popolazione. 

Nel 2017, questa azione è stata perfezionata con il varo di un accordo di programma, che si propone la pianificazione del paesaggio della valle di Astino e che ha previsto la creazione di percorsi didattici all’interno del bosco dell’Allegrezza, al recupero del castello e dei sentieri, il recupero del monastero e delle cascine dell’area (Cascina Convento e Cascina Mulino) per fini didattici, oltre a un’ulteriore azione di recupero delle coltivazioni tradizionali, attuate secondo metodi biologici, e della rete idrica, frutto dell’azione secolare dei monaci, e la costituzione di una sede separata dell’Orto botanico.

 In parallelo, sono state inoltre attivate una serie di iniziative culturali, didattiche e di formazione, intese a restituire Astino e la sua Valle ai Bergamaschi, legate al paesaggio e all’alimentazione.

Principali obiettivi

  • Individuazione e valutazione della valle di Astino come paesaggio identitario per la città di Bergamo e la sua collettività;
  • Applicazione e pianificazione: la rigenerazione sostenibile di Astino come fulcro di organizzazione del paesaggio attraverso lo strumento pubblico-privato, in particolare:
    • Il recupero del paesaggio storico e la tutela della biodiversità della valle;
    • recupero conservativo del monastero, dell’edilizia rurale e delle testimonianze archeologiche dell’area;
    • Il ripensamento della mobilità nell’area, in direzione dell’incoraggiamento della mobilità dolce e della dissuasione del traffico veicolare, nel quadro di una regolazione del crescente carico antropico.
  • Sensibilizzazione della società civile e dal coinvolgimento della popolazione: a tale fine le azioni di pianificazione e applicazione sono state pensate in parallelo con la creazione ad Astino di un polo culturale, dotato di un calendario articolato di iniziative culturali e didattiche;
  • Promozione del complesso di Astino quale centro di alta formazione e di diffusione della cultura del paesaggio e dell’agro-alimentare. A tal fine sono stati progettati la creazione di un’alta scuola di ristorazione e lo sviluppo di attività formative di livello universitario.

RISULTATI OTTENUTI

Astino è tornato a essere uno “spazio vissuto”, con al centro l’uomo nella sua relazione sostenibile con l’ambiente. Anche se il progetto è ancora in corso, con l’attuazione dell’accordo di programma del 2017, gli obiettivi del progetto sono stati complessivamente rispettati, in particolare: Il progetto fa parte di una politica di sviluppo sostenibile, sia sul piano ambientale, sia su quello economico.

I valori ambientali, sociali, economici, culturali ed estetici del paesaggio

I valori ambientali del paesaggio
Oltre a quanto trattato sotto il punto della sostenibilità ambientale, la scelta di attuare soltanto coltivazioni ecologiche, raccogliendo l’indirizzo stabilito dal piano di valutazione ambientale, ha dunque costituito un fondamentale punto di rafforzamento dei valori ambientali del paesaggio.

I valori sociali del paesaggio
Il recupero identitario della relazione tra la collettività di Bergamo e il paesaggio di Astino, il coinvolgimento di cooperative e giovani imprenditori, fino all’attenzione per l’inclusione sociale, attraverso l’impiego di figure svantaggiate sono tra i punti di forza del progetto per quanto riguarda i valori sociali del paesaggio.

I valori economici del paesaggio
Il progetto rinforza i valori economici del paesaggio di Astino legati all’agricoltura, secondo i metodi biologici e secondo criteri di sostenibilità.

I valori culturali del paesaggio
Il paesaggio di Astino è frutto di un’interazione millenaria tra uomo e natura: il progetto, recuperando il complesso del monastero come polo culturale, fa rivivere il monastero nel cuore della valle grazie alle attività educative e culturali legate al paesaggio. Inoltre, il fatto che l’intervento sia stato posto in capo alla Fondazione della Misericordia Maggiore, sorta nel 1265 come confraternita con fini filantropici per l’assistenza degli infermi, dei carcerati e dei poveri di Bergamo, da allora istituzione di riferimento identitario per i cittadini di Bergamo (oggi fondazione retta da un CDA i cui consiglieri sono nominati dal sindaco) ha consentito il rafforzamento del legame con la spiritualità del luogo.

I valori estetici del paesaggio
Con il restauro conservativo del complesso, restituito all’originario splendore, e con il recupero del reticolo di coltivazioni che caratterizzava la valle è stato anche tutelato l’alto valore estetico del paesaggio, minacciato dal degrado e dall’avanzata delle monocolture commerciali. In particolare, è stata rotta la monocromia data dalla monocoltura del mais con una varietà di coltivazioni multicromatica (come il lino, la vite, l’ulivo, le piante orticole) e ad alto valore estetico. Inoltre il valore estetico è stato raggiunto grazie al ripristino delle geometrie tradizionali create dal sistema di muretti a secco e terrazzamenti, che le colture industriali stavano facendo decadere, e al recupero delle strutture in fase di degrado (complesso monastico e cascine).

Il progetto come rimedio al degrado ambientale e urbano

Occorre sottolineare che, malgrado la tradizione millenaria di Astino, l’area si trovava in una forte situazione di degrado. 

Negli anni Settanta, le strutture apparivano in stato di sofferenza: erano crollati i tetti ad Astino e nella torre dell’Allegrezza e le strutture nel complesso erano in stato di abbandono e di rovina. Le coltivazioni non avevano una pianificazione congruente con i valori identitari ed estetici del paesaggio e il mais era ancora prevalente come monocoltura alla fine degli anni Novanta: tale monocoltura a mais aveva banalizzato il mosaico di coltivi e terrazzamenti vitati che caratterizzavano il paesaggio storico. Anche le aree boschive, prima della costituzione del parco dei Colli non godevano di tutela e la rete sentieristica che le attraversava era in stato di abbandono. La popolazione di Bergamo non frequentava più quest’area e la usava come semplice asse stradale per raggiungere velocemente in macchina la città. La scarsa popolazione che ancora vi viveva non godeva più del benessere derivante da un tale contesto paesaggistico. Gravava inoltre la minaccia della costituzione di un campo da golf con la definitiva sottrazione dell’area all’uso pubblico. Inoltre, fino agli anni Settanta, prima dell’istituzione del parco dei Colli e di appositi vincoli urbanistici, l’espansione urbanistica era un’eventualità concreta che avrebbe compromesso definitivamente il paesaggio di quest’area. Dalla protesta della popolazione contro questi progetti sono stati avviati i primi progetti di recupero. 

Con le sue articolate azioni, il progetto ha sottratto al degrado un’area che ha una fondamentale relazione, sedimentata nei secoli, con la città - un vero e proprio cuore verde -, sulla quale erano stati avanzati progetti di urbanizzazione o di riduzione all’uso privato, restituendola alla fruizione della collettività e tutelando la sua ricchezza e complessità paesaggistica.

I partner

Imprenditori agricoli
Azienda Agricola Arrigoni Beatrice
Azienda Agricola OIKOS Cooperativa Sociale
Azienda Agricola i Ragì di Prandi Ivan
Castel Cerreto Soc. Cooperativa
Soc. Agricola ELAV
Soc. Agricola S. Laura di E. Antignati &C.
Società Agricola Terre Lombarde s.s.

Gestori
Accademia di Astino srl
Orizzonti d’Astino Consorzio
Le Orbe di Astino S.r.l.
Gruppo La Marianna
Da Mimmo S.r.l.
Birrificio indipendente ELAV S.r.l.
S-link S.r.l.
Astino 2018 S.r.l.
Treverde S.r.l.

Associazioni
A.P.A.B. (Associazione Produttori Agricoli Biologici della Valle d'Astino)
Associazione Culturale Arketipos
Associazione Il Cavaliere giallo
Associazione Vivere Longuelo

Associazioni coinvolte nelle varie attività svolte nel Complesso di Astino
Seminario permanente Luigi Veronelli
SLOW FOOD Bergamo
Ass. SLOWCOOKING
CAI Bergamo
Progetto FORME
ONAF (Organizzazione Nazionale assaggiatore formaggi)
Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Donizetti”
Associazione Bergamo Festival – Fare la Pace
Associazione Ab Harmoniae
Associazione Estudiantina
Associazione Bande Musicali di Bergamo
ACLI – Molte fedi sotto lo stesso cielo
Sezione Aurea compagnia teatrale e Arts Associazione culturale - SUMMER SCHOOL
Comunità Botteghe di Città Alta
Guide Turistiche di Città Alta
Gruppo Archeologico Bergamasco
Spia Game, organizzatore di Orobie Ultra Trail
Osservatorio Astronomico “LA TORRE DEL SOLE”