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La Basilica di S. Maria Maggiore è ricca di ben venticinque arazzi che adornano le balaustre delle cantorie e le pareti. La serie fiorentina è composta da nove arazzi; la serie fiamminga da tredici arazzi a tema profano e tre a tema biblico.
I nove arazzi usciti dalla manifattura medicea del cinquecento raffigurano i misteri di Maria: “La presentazione di Maria al Tempio”, “Lo sposalizio di Maria e Giuseppe”, “L’Annunciazione”, “La visita ad Elisabetta” “Il presepio con la visita dei pastori”, “La Circoncisione”, “La visita dei Magi”, “La fuga in Egitto”, L’Assunzione di Maria”. |
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Vista di alcuni arazzi in Basilica di S. Maria Maggiore |
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| La serie degli arazzi fiamminghi è composta da tredici arazzi in gran parte a tema mitologico o comunque profano e da tre arazzi seicenteschi a tema sacro. Il primo gruppo è composto da: “Serie del trionfo romano”, “Ciclo di Daneo”, “Serie del cigno”, “Episodi di caccia” e “Perseo ed Andromeda”. |
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Arazzo “l’Assunzione della Vergine” |
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I tre arazzi seicenteschi a tema sacro, detti della trilogia di Anversa, sono “L’immacolata”, “Il Mosè al roveto ardente” e “Il Calvario”.La decisione di dotare di tali arazzi la Basilica era motivata dalla volontà di abbellirla nelle grandi solennità annuali il che faceva risparmiare “per quattro volte all’anno più di sette scudi che si spendono volta per volta per apparati mutevoli”. |
| I NOVE ARAZZI FIORENTINI RAFFIGURANTI “I MISTERI DI MARIA”. |
Costituiscono un tutto armonioso e, secondo quanto scrisse il Geisenheimer, “mentre molti pezzi delle serie uscite dalla Manifattura Medicea sono oggidì disiecta membra, dispersi per i musei e palazzi reali, quelli di Bergamo sono rimasti non solo uniti, ma persino accomodati nella chiesa stessa secondo l’intento originale”. Solo l’arazzo dell’Assunzione è stato staccato dalla serie e riposto nel matroneo meridionale per lasciar visibili nela basilica antichi affreschi.
E’ interessante richiamare due particolari di un certo interesse: il severo criterio di scelta a cui si ispirarono i Presidenti della Misericordia Maggiore il 28/01/1580 volendo “tappezzarie et razzi di Fiandra con figure o historie della sacra scrittura et non prophane” e la decisione di investire, per l’impresa degli arazzi, tutti i denari ricavabili dalla vendita di terreni in Ponteranica e il prezzo “che si ricaverà dil stallo di Broseta”. Anche in Italia si usava tessere gli arazzi alla fiamminga, il che giustifica l’espressione “Razzi di Fiandra” per i manufatti fiorentini.
Autore dei modelli fu Alessandro Allori detto il Bronzino (1535-1607); arazziere, nella Manifattura Medicea di Firenze, fu Benedetto Squilli di Michele. Gli arazzi furono realizzati negli anni 1583 e 1584, tranne l’ultimo, quello della Presentazione di Maria, che è del 1586.
Il costo complessivo, con le spese di trasporto da Firenze a Lodi e da Lodi a Bergamo, fu di circa 16.500 lire. |
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Arazzo “La visitazione dei magi” |
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Arazzo “La natività” |
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